Ultima tra tutte le regioni italiane nella capacità di spendere i fondi strutturali europei. Non per mancanza di risorse: i soldi ci sono, sono stati assegnati, e restano bloccati.

I fondi strutturali europei nascono con una logica precisa: redistribuire risorse verso le regioni più in difficoltà, perché possano recuperare terreno rispetto al resto del continente. In teoria, la Sicilia dovrebbe essere una delle grandi beneficiarie di questo meccanismo. Nella pratica, è la regione che dimostra la minore capacità di trasformare quei fondi in scuole, strade, ospedali, reti idriche, formazione professionale.

I numeri, senza sconti

Al 28 febbraio 2026, la Sicilia aveva certificato pagamenti pari a soltanto il 6,57% dei fondi FESR assegnati per il ciclo di programmazione 2021-2027. Un dato che la colloca all'ultimo posto tra le 21 regioni e province autonome italiane.

Se possibile, va anche peggio sui Fondi per lo Sviluppo e la Coesione: qui la percentuale di spesa certificata scende all'1,92%. Anche in questo caso, fanalino di coda a livello nazionale.

Il risultato netto: oltre 4 miliardi di euro assegnati alla Sicilia, disponibili, di sua proprietà — e semplicemente non spesi. Soldi che restano fermi mentre i problemi che dovrebbero risolvere (scuole fatiscenti, reti idriche colabrodo, ospedali da ammodernare, imprese in cerca di sostegno) restano irrisolti.

Il paradosso più crudele

I fondi strutturali europei sono pensati esattamente per aiutare chi ha di meno a recuperare terreno. È un meccanismo redistributivo. Ma quando una regione non riesce a spendere quello che le viene assegnato, quella logica si inceppa: le risorse restano su un foglio Excel invece che trasformarsi in infrastrutture, servizi, opportunità concrete per i cittadini. Non è un problema di scarsità di fondi. È un problema di capacità amministrativa — di uffici tecnici sottodimensionati, procedure che si arenano, progettazione che non tiene il passo con le scadenze imposte da Bruxelles.

Il punto

Lamentarsi della scarsità di risorse per il Sud è un classico della retorica politica siciliana. Ma qui il problema è opposto: le risorse ci sono, sono state assegnate, e la Regione non riesce a spenderle. È forse il fallimento più silenzioso, e più grave, di tutti quelli discussi in questa serie: non un'opera sbagliata, ma un'intera classe dirigente incapace di intercettare e utilizzare denaro che è già suo.


Fonte: FreePressOnline, dati certificazione FESR/Coesione al 28 febbraio 2026